Il problema del caldo nelle scuole italiane si è riacceso anche quest’anno, tra le giornate del 25 maggio e 1 giugno è stata avvertita un’ondata forte di calore, con temperature arrivate persino a 35 gradi, la quale, è stata percepita fortemente sopratutto dagli studenti.
Il 90% delle scuole italiane non è adatto a temperature basse, per la mancanza o la disfunzione dei caloriferi, ma soprattuto, non è adatta nemmeno a temperature alte al di sopra dei 30 gradi.
Questa problematica è incentrata sul fatto che le scuole italiane non dispongono di condizionatori o ventilatori, oppure, anche se ne dispongono, non bastano per tutte le aule e il numero degli studenti per singola aula spesso peggiora la sensazione di calore all’interno.

Le aule diventano dei forni incompatibili con attività scolastiche, durante le quali c’è bisogno di concentrazione, sopratutto durante le verifiche. Il forte caldo provoca mal di testa, difficoltà di concentrazione e talvolta sintomi aggravati di condizioni già presenti nello studente o caratteristiche del proprio corpo come pressione bassa.

Anche per gli insegnanti diventa un problema, la poca concentrazione degli studenti e il caldo che percepiscono entrambe le parti rende le lezioni più pesanti, poiche i professori soffrendo il caldo e sentendo le polemiche dei propri studenti non riescono a condurre in maniera produttiva.
La scuola italiana fu progettata per un contesto climatico ben diverso da quello attuale, le temperature non sono più quelle di 10 anni fa, il riscaldamento globale incomincia a farsi sentire sempre di più, ma le richieste delle scuole per installare sistemi adeguati di climatizzazione nelle aule vengono respinte o sottoposte a procedure troppo lunghe, sia per la mancanza di fondi sia per processi burocratici.

Investire nella qualità ambientale degli edifici scolastici significa investire nel diritto all’istruzione, nella tutela della salute e nella dignità del lavoro. Significa riconoscere che non può esistere una scuola realmente inclusiva se milioni di studenti e decine di migliaia di docenti sono costretti a svolgere le proprie attività in condizioni che compromettono il benessere e l’efficacia dell’azione educativa.
Quello che delude di più, però, è che i soldi destinati alle scuole non vengono investiti in quello che potrebbe veramente servire, ma sono stati investiti nella munizione delle scuole di taschine per telefoni o box, l’iniziativa del ministero per bannare i telefoni in tutte le scuole. Negli ultimi anni cercando di proporre iniziative come “scuole aperte d’estate”, ma come potranno mai essere aperte se queste scuole diventano un inferno a temperature dai 30 gradi ai 37?
La legge italiana dice che la temperatura consigliata all’interno degli edifici scolastici non dovrebbe superare i 27°C. Temperature superiori rendono l’ambiente non a norma per i lavoratori. Questa temperatura è già stata superata in tutte le scuole d’italia, eppure, nulla viene fatto al riguardo.